Lo specchio distorto: il corpo e l’accettazione di sé

“NON T’ACCORGI, DIAVOLO CHE SEI, CHE TU SEI BELLA COME UN ANGELO?” G.LEOPARDI

imagesH2YR56BWVidi per la prima volta un’immagine simile su un libro del liceo. Avevo sedici, forse diciassette anni. Pesavo 86 kg.

La mia è la storia di una bambina cicciottella, un’adolescente sovrappeso, una giovane donna “pesoforma“.  Il mio peso non forma non è mai stato un problema per me e mi era sempre parso non esserlo nemmeno per gli altri. Mi sbagliavo. Me ne resi conto solo con 30 kg in meno.

A 23 anni, quasi per uno strano gioco del destino, iniziai a perdere alcuni dei miei chili di troppo, per mia fortuna la strada per perdere tutti quei chili di troppo fu breve e non particolarmente difficile. Salutai l’inverno di quell’anno con i miei 86 kg e alla fine dell’estate il mio peso era di 58 kg. Incontravo persone che mi conoscevano sin da bambina e stentavano a riconoscermi. Io mi riconoscevo benissimo. Non vedovo in me niente di così tanto diverso. Per me io ero sempre io. Mi guardavo allo specchio e non riuscivo proprio a vedere quell’immagine di me a cui gli altri regalavano tanti complimenti. Non riconoscevo i miei pantaloni nell’armadio e nei negozi, si, chiedevo non più la taglia 50 ma una 48, non credevo di poter entrare in quella taglia 42 che le commesse mi mettevano davanti. I centimetri in meno sul puto vita cambiarono il modo in cui le persone si rivolgevano a me, non ero più la giovane cicciottella che faceva simpatia ma una giovane donna pesoforma. Quanto piace questa parola, quanto ricorre tra le pagine di riviste tutte figlie di photoshop. A me non interessava il pesoforma, non mi interessavano gli sguardi così interessati e le domande stupide e persistenti che chiedevano quale dieta avessi seguito. Ciò che mi interessava era tornare a riconoscermi, vedere non il riflesso distorto del mio corpo ma riconoscermi in questo nuovo corpo. Per la prima volta, all’improvviso, capii davvero il senso di quell’immagine vista anni prima, quell’immagine che mi ritornò alla mente e nella quale mi riconobbi.

Sono passati sei anni da quell’estate e ora si, mi riconosco, ora l’immagine che vedo riflessa nello specchio mi appartiene. Non condanno quei primi sguardi sbigottiti ma quei comportamenti così compiaciuti si, quelli vorrei non averli visti e vorrei che nessuno li dovesse vedere. Sono quelli i comportamenti che spingono milioni di giovani donne e uomini a fare di tutto per rientrare in jeans taglia 40, per apparire così come gli altri vogliono. Sono quelli comportamenti che fanno si che non accettiamo il nostro corpo e che non seguiamo diete intese come “una variare le cose“, per mantenerci in salute, ma  solo per ottenere risultati che rispondono a canoni che ci vogliono tutti pesoforma.

E’ necessario diffondere un’educazione alimentare ma anche un’educazione che lavori sulle differenze individuali, sull’accettazione e sull’auto-accettazione. Il cosiddetto ideale del sé, cioè quello che inconsciamente vorremmo essere, influenza la capacità di percepire la nostra persona nella realtà. L’ideale di sé si nutre dapprima dello sguardo dei genitori e se la realtà familiare ha permesso vissuti sufficientemente buoni può maturare un sé tollerante, che aiuta a convivere serenamente con le imperfezioni.

Non dobbiamo avere paura di ciò che gli altri pensano di noi, la maggior parte di loro combatte la nostra stessa battaglia: accettarsi così come si è, il primo passo verso ogni genere di miglioramento. Il nostro corpo è il biglietto da visita nel rapporto con gli altri, il corpo diventa facilmente bersaglio di frustrazioni e insoddisfazioni derivanti dal conflitto tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere: spesso si diventa troppo esigenti e si finisce per disprezzarlo. Ciò che non dobbiamo mai dimenticare è che ognuno di noi non è solo il suo corpo,  ma è molto altro, alto che deve essere riconosciuto, mostrato e condiviso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...