I Ragazzi Felici di Summerhill

“I bambini non hanno bisogno di insegnamenti, ma di amore e comprensione. Per essere naturalmente buoni hanno bisogno di sentirsi approvati e liberi”. Alexander Neill

summerhill_newAlexander Neill, pedagogista scozzese, ha fermamente sostenuto che per crescere un bambino felice, e prepararlo a essere un adulto sano, il metodo da adottare è quello della libertà. Neill, dopo anni di insegnamento in scuole di stato, istituì, nel 1921, la Scuola di Summerhill. Destinata a bambini  tra i 5 e i 16 anni, la scuola di Summerhill rappresentò un’occasione educativa rivoluzionaria, oltre che un esempio di reinserimento nella società di ragazzi disadattati.

Il metodo della scuola suscitò, nonostante il successo, anche numerose critiche ma ancora oggi, a tanti anni dalla conclusione dell’esperienza di Neill, non si può non attribuirgli il merito di aver alimentato in molti l’aspirazione a educare in modo libero, suggerendo nuovi significati alle parole amore, approvazione e libertà.

Summerhill vuole essere la dimostrazione che il vero principio dell’educazione non ha bisogno di ricorrere alla paura e alla costrizione.

Neill nasce da una famiglia di maestri elementari, ultimo di tre figli, la sua infanzia fu difficile e poco serena a causa dell’atmosfera familiare conformista e severa. La sua famiglia lo ignora a causa delle sue difficoltà nell’apprendimento scolastico. Ottenuta la qualifica di maestro, si iscrisse all’Università e si laurea in letteratura inglese. Sarà l’incontro con Homer Lane, nel 1919, pedagogo statunitense, a segnare il pensiero pedagogico di Neill. Da Lane, Neill apprese la pedagogia della libertà.

Neill è convinto del fatto che nel bambino esiste un’energia interiore positiva che neEscuela sostiene e ne orienta lo sviluppo verso una personalità spontanea, creativa, equilibrata e felice e che qualsiasi intervento punitivo e repressivo provoca nel bambino l’insorgere di sentimenti come paura e odio, che distruggono il naturale processo di sviluppo in senso positivo della personalità del bambino. Inoltre secondo Neill non esistono bambini difficili, ma solo cattivi genitori e cattivi maestri. L’infelicità dell’infanzia è un prodotto degli interventi errati dell’adulto. Neill era convinto del fatto che spesso un bambino è “difficile” perché in famiglia è stato educato con la paura, le restrizioni e i ricatti. Gli obiettivi dell’educazione sono principalmente l’autoregolazione e l’autodisciplina, la felicità e la libertà,  il principio educativo fondamentale deve rimanere quello dell’assoluto rispetto degli interessi e dei bisogni del soggetto.

Secondo Neill dare libertà vuol dire permettere al bambino di vivere la sua vita, significa fare ciò che piace purché questo non limiti la libertà degli altri. Da questo conseguono autodisciplina ed autoregolazione.

A Summerhill vi era una libertà assoluta, assoluto rispetto dei bisogni, dei desideri e della vita espressiva e sessuale; Neill, avvicinatosi al pensiero di Freud era favorevole alla libera espressione della sessualità infantile, considerata condizione necessaria per lo sviluppo della personalità. Anche per quanto concerne lo sviluppo dell’autoregolazione Neill riprese il pensiero di Freud, in particolare l’analisi sistematica della mente umana, suddivisa in Io, Es e  Suer-io.

Nella scuola di Summerhill veniva imposto un orario delle lezioni valido solo per gli insegnanti, i bambini potevano infatti scegliere quale delle lezioni seguire e in quale momento seguirle.

L’esperienza compiuta da Neill ed i suoi collaboratori è l’applicazione della convinzione che la scuola dovrebbe essere fatta su misura per il bambino, piuttosto che il contrario. A Summerhill i ragazzi non temono l’autorità, vivono rispettandosi a vicenda e hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Principio basilare era la parità nei rapporti adulto-bambino. Per Neill il successo è la capacità di lavorare con gioia e di vivere positivamente.

Si potrebbe perciò dire che Summerhill ha voluto essere una scuola che mirava ad educare prima che ad istruire. La scuola rispecchiava la convinzione che i bambini dovrebbero progredire al proprio ritmo, piuttosto che dover perseguire obiettivi standard per una determinata età.

summerhillNon esistevano classi tradizionali ma i bambini venivano suddivisi, secondo le loro capacità, in gruppi. Oltre a gestire il proprio tempo, gli studenti potevano partecipare alla comunità di autogoverno della scuola, all’interno delle riunioni scolastiche, che si svolgevano tre volte la settimana e durante le quali gli allievi e il personale scolastico prendevano decisioni che riguardavano la loro vita giorno per giorno, discutevano i problemi e votavano le leggi scolastiche. Le riunioni servivano anche a risolvere conflitti.

Summerhill ricevette numerose critiche positive, come quelle di Bruno Bettelheim secondo cui Neill è una persona profondamente umana, un educatore capace, non è, né vuole essere, un filosofo o un esperto di psicoanalisi. Secondo Bettelheim a Summerhill la maggioranza dei bambini è cresciuta in una atmosfera vittoriana e a cinque anni, l’età minima per entrare a Summerhill, i bambini hanno strutturato un Super-io abbastanza forte da “prevenire gli eccessi”. Ma ci furono anche le critiche negative: Summerhill venne definita come “la scuola del fai quel che ti pare” o come una semplice ripresa del pensiero di Rousseau. I critici si chiesero come possono i bambini imparare ad agire in modo ordinato e disciplinato se vengono abituati a fare ciò che più piace loro?

Summerhill è la più vecchia scuola impostata su criteri pedagogici liberali conosciuta. L’esperienza di Summerhill in Inghilterra continua ancora oggi.

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