Mamme e papà, ansie e paure

Diventare genitori significa iniziare un nuovo viaggio

famiglia1Tutti sappiamo che ad ogni viaggio accade immancabilmente qualcosa che non avevamo pianificato.

Il diventare genitori apre interrogativi che possono scatenare ansie e paure, interrogativi a volte difficili all’apparenza, ma che possono nascondere una una risposta semplice. E’ a questo che gli incontri tra genitori e con un esperto come il pedagogista mirano: a far emergere la risposta più adeguata alla singola famiglia. E’ questo che, ancora una volta, abbiamo fatto sabato mattina in uno dei nostri incontri con i genitori.

Il diventare genitori, come ogni nuova condizione, può generare ansia, un’emozione che nasce dalla paura di una situazione sconosciuta. Le interferenze esterne alla nuova famiglia, che non di rado si insinuano, non aiutano i neo-genitori ad affrontare le loro ansie e possono anche avere come effetto proprio quello opposto, cioè quello di aumentare i dubbi.

La neo-mamma deve necessariamente garantirsi i quaranta giorni di puerperio, giorni da dedicare a se stessa, al piccolo ed al nuovo equilibrio famigliare che sta andando costituendosi. Sono necessari questi giorni fisiologici per fare la mamma.

Se vi sono già altri bambini, fratellini o sorelline, sarebbe opportuno tenere con sé, per alcuni giorni dopo la nascita del nuovo nato, anche loro. Gli dimostreremo così che non ci dimenticheremo di lui e che non verrà “sostituito” dal piccolo appena nato.

Nel contrastare le ansie e le paure della mamma il papà è fondamentale, in particolare in questi primi quaranta giorni, quando anche la coppia necessita di trovare un nuovo equilibrio.

I quaranta giorni di puerperio sono fisiologici e dopo questo tempo tutto torna, gradatamente, nella norma.

Per quanto concerne i fratellini o sorelline un’attenzione particolare, dopo la nascita del piccolo, è imprescindibile anche per loro. E’ necessario che mamma e papà chiedano se sta provando gelosia nei confronti del nuovo nato: solo così lui si sentirà considerato e compreso per il momento delicato che è chiamato a vivere. Qualsiasi comportamento questo assumerà non sarà mai un dispetto a mamma e papà, i bambini sono innamorati di mamma e papà, e ciò che fanno è cercare un’attenzione che, in quel momento, sentono di non avere o vogliono comunicarci qualcosa che non sanno dire a parole. Ascoltiamo i loro gesti.

Vi è un bellissimo rito sciamano che segna l’incontro tra i fratelli. Trascorsi i quaranta giorni entriamo nella vasca con i nostri bambini e passiamo il neonato al fratello/sorella più grande. L’acqua sarà veicolo dell’unione.


Per “Gli incontri di Chicco” Incontro A cura della Dott.ssa Katia Biundo  in Collaborazione con Polispecialistica Lariana

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