Sofia Amélie

“La speranza è un essere piumato che si posa sull’anima, canta melodie senza parole e non finisce mai”. E. Dickinson

Valentina è una donna, una mamma. Valentina ha una storia di quelle da raccontare in punta di pennino. Valentina racconta la sua storia e lo fa sorridendo, mentre il suo cuore forte piange.

A 39 anni Valentina si innamora e con l’amore arriva anche il desiderio di un bambino. Non passa molto tempo e il desiderio si realizza, Valentina aspetta una bambina. Tutto sembra procedere per il meglio sino a quando d’improvviso le cose cambiano: è il 7 luglio del 2014 quando tutto si confonde. Sofia Amélie vorrebbe nascere ma è ancora troppo piccola per venire al mondo, il medico comunica a Valentina che le probabilità di sopravvivenza per Sofia Amélie alla ventiquattresima settimana di gestazione sono davvero scarse, Sofia Amélie ha il 70% di possibilità di non farcela. Sofia Amélie è un amore fragile. I giorni passano e Valentina trova conforto in altre mamme che incontra in un gruppo Facebook, “Noi, mamme di Como”. E’ il 19 luglio quando la situazione precipita ulteriormente e alle 10.00, di un sabato mattina d’estate, Sofia Amélie nasce. E’ tutto veloce, sfuggente, sembra essere tutto sbagliato. Il medico comunica a Valentina che Sofia Amélie è grave ma, quel “ranocchio di 590 g”, come la chiama Valentina, “è un miracolo” dice il medico. I giorni passano e Sofia Amélie è davvero forte, combatte, attaccata alla vita. Valentina scatta foto alla sua piccola e aggiorna, attraverso il suo profilo Facebook, coloro che, sempre più numerosi, si affezionano a Sofia Amélie. Questo amore così forte e così fragile al tempo stesso, cresce, Valentina inizia la marsupioterapia e trova nell’ospedale, in particolare nella Terapia Intensiva Neonatale, un ambiente famigliare, conosce medici, infermieri e le altre mamme che, come lei, combattono per i loro piccoli. Valentina racconta quanto sia difficile ogni volta suonare quel campanello che apre le porte del reparto di Terapia Intensiva, racconta del suono dei monitor, che si ode dai corridoi e di come lei, come ogni mamma, guardasse oltre quella porta a vetri prima di suonare, con il cuore in gola e le gambe tremanti. Passano le ore, i giorni, i mesi, tre lunghi mesi. Ancora una volta Sofia Amélie dimostra una forza sorprendente ma d’un tratto la bufera. Fragile, come una bolla di sapone, in un giorno di inizio autunno si addormenta, tra le braccia della sua mamma.

Valentina vive il suo dolore cercando un significato sempre più profondo alla vita di Sofia Amélie e cerca di cogliere, “goccia dopo goccia” cosa Sofia Amélie ha portato alla sua vita. Valentina crea, con il sostegno del neonatologo che si è occupato sin dalla nascita di Sofia Amélie, un’associazione di genitori di cui oggi è presidentessa, “Gocciadopogoccia”.

L’intento dell’associazione è quello di accompagnare le mamme e i papà che vivono la TIN, Terapia Intensiva Neonatale, fornendo un supporto non solo morale ma pratico da parte di altre donne-coraggio che hanno, in momenti diversi, ognuna con la sua storia, affrontato lo stesso percorso. L’associazione intende inoltre combattere perché in tutti i reparti di Terapia Intensiva Neonatale si possa stare accanto al proprio figlio anche negli ultimi momenti e dopo la morte. Ma l’associazione intende anche supportare quelle famiglie i cui bambini escono dalla TIN e tornano a casa, con tutte le innumerevoli difficoltà che ci si trova a dover affrontare per combattere con un bambino prematuro.

Quella di Sofia Amélie e la sua mamma è una storia che può parlare a tutti, a chi è genitore, a chi è figlio, a coloro che vogliono trovare un tempo per pensare, a quell’evento così semplice e spontaneo, ma così fragile, che è il venire al mondo.
Valentina è stata sfiorata dal tocco di un amore più grande, l’amore di Sofia Amélie, che continuerà a vivere nel suo cuore. Valentina non potrà mai dimenticare la sofferenza, che mai è corsa forse tanto vicino all’amore ma Valentina è una donna che ha trovato il suo spiraglio di luce e che, con la forza di pochi, sta inseguendo.

                                                 

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