Nascere piccoli piccoli, ovvero nascere prematuri. “Gocciadopogoccia” si va lontano.

“Non si presta facilmente ad una indagine statistica la voglia di vivere o il nascere bene”. M. Odent 

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Nel mondo un bambino su dieci nasce prematuro.

Qualche mese fa ho incontrato la storia di Sofia Amélie e la sua mamma, Valentina. Prima di allora non mi ero mai soffermata a pensare a tutti quei piccoli che nascono prematuramente, a quanto la vita di alcuni bambini nasca in salita.

Come la storia si Sofia Amélie, che porto nel cuore, sono molte le storie di bambini nati prematuri che si possono raccontare.

A causa dell’immaturità dei vari organi ed apparati, il neonato prematuro, può presentare numerosi problemi: difficoltà a mantenere un’adeguata temperatura corporea, difficoltà respiratoria, legata all’immaturità polmonare, difficoltà nell’alimentazione, rischio di infezioni. E ancora retinopatie, anemia, ittero, rischio di emorragie cerebrali.

Grazie ai progressi dell’assistenza neonatale, alle T.I.N., Terapia Intensiva Neonatale, molti piccoli nati prematuri vengono accompagnati gradulamente nel loro cammino verso la maturazione.

Questi piccoli sono comunque molto fragili e vulnerabili e richiedono numerose e particolari cure ed attenzioni.

Sono i genitori all’interno della T.I.N. ad avere un ruolo fondamentale: la loro voce, che canta una ninna nanna o che parla loro, è un aiuto prezioso, come lo è la cosiddetta canguro-terapia. Una pratica semplice che consiste nel mettere il piccolo nudo sul petto di mamma o papà, a diretto contatto con la propria pelle. Numerosi sono gli studi che hanno dimostrato che questo abbraccio speciale è un grande beneficio per i piccoli.

Vivere la T.I.N. e l’esperienza della nascita prematura di un figlio è qualcosa che mette a dura prova anche i genitori, che devono trovare qui un necessario supporto, imprescindibile per affrontare la situazione imminente ma anche ciò che spetterà loro una volta usciti dall’ospedale con i loro piccoli.

E’ pensando a questi bisogni, di ascolto, vicinanza, amore, che nasce l’Associazione Genitori “Gocciadopogoccia”, operante principalmente in collaborazione con l’Ospedale Valeduce di Como.

Valentina Bianchi, è una mamma speciale che ha dato vita all’Associazione, cercando un significato profondo nella storia della sua piccola Sofia Amélie. L’Associazione, di cui oggi Valentina è Presidentessa, nasce con il sostegno del neonatologo che si è occupato sin dalla nascita del suo piccolo angelo.

L’intento dell’associazione è quello di accompagnare le mamme e i papà che vivono la T.I.N., Terapia Intensiva Neonatale, fornendo un supporto non solo morale ma pratico da parte di altre donne-coraggio che hanno, in momenti diversi, ognuna con la sua storia, affrontato lo stesso percorso. L’associazione intende inoltre combattere perché in tutti i reparti di Terapia Intensiva Neonatale si possa stare accanto al proprio figlio anche negli ultimi momenti e dopo la morte. Ma l’associazione vuole anche supportare quelle famiglie i cui bambini escono dalla T.I.N. e tornano a casa, con tutte le innumerevoli difficoltà che ci si trova a dover affrontare per combattere la quotidianità di un bambino nato prematuro.

Al fine di sostenere l’Associazione e i suoi diversi progetti vengono organizzati diversi eventi, l’ultimo in ordine di tempo è “La letterina a Babbo Natale”. E’ possibile restare aggiornati su tutte le iniziative dell’Associazione e seguire i suoi traguardi tramite il gruppo facebook Gocciadopogoccia.

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