“9 mesi per fare un bambino, 9 mesi per fare un papà”: per un’educazione alla paternità

“Ogni uomo può essere padre ma bisogna essere un po’ speciali per essere dei papà” (A te )

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Molte madri iniziano a sentirsi tali nel momento in cui scoprono che dentro di loro sta crescendo una vita, per i padri è molto diverso: essi sentono la paternità solo nell’istante in cui possono stringere il loro bambino tra le braccia. Tutto questo avviene solo a livello conscio perchè, come diceva Hannah Arendt, ogni bambino è amato in anticipo.

Nel corso della storia della pedagogia ai padri è sempre stato dedicato poco spazio, ancora oggi, nonostante gli sforzi, maggiori sono i riferiementi alle madri quando si parla di piccoli e poca è l’attenzione a livello educativo data al padre. E’ questa una carenza rilevante che necessita di attenzione: è necessaria un’educazione alla paternità.

I padri, a differenza delle madri, non hanno avuto la possibilità di sviluppare ed esercitare competenze di cura ed educazione nei confronti dei piccoli. La donna, sin da bambina, ha assunto come modello di riferimento quello della madre e da lei ha appreso il suo futuro essere madre a sua volta, inoltre i semplici giochi con le bambole sviluppano nella femmina questa, a volte inconsapevole, capacità di cura verso i piccoli; tutto questo non vale per la figura maschile e per l’essere padre.

E’ necessario dire ai padri quello che nessuno dice loro perchè l’impreparazione può condurre all’insorgere di situazioni difficili da risolvere.

Ciò che i padri, ma forse anche i futuri genitori insieme, non sanno è che il momento fondamentale per la costruzione della triade famigliare sono i primi quaranta giorni. I quaranta giorni del puerperio sono quelli che la natura ha dato alla donna per riprendere le sue forze e dedicarsi completamente ed esclusivamente al suo bambino. Compito di ogni padre è quello di stare vicino alla sua donna, sostenerla ed ascoltarla, in tutte le piccole difficoltà che la nuova situazione di neo-genitori può mettere dinnanzi.

Molti esperti sostengono che sono i primi sette minuti di vita del bambino a creare la relazione tra il piccolo ed i suoi genitori: è in questi primi sette minuti che si costruisono le basi della relazione futura tra il piccolo e i genitori.

Gli sguardi di questi primi sette minuti non vanno mai abbandonati. Ogni bambino ha bisogno di essere visto sempre, mai messo da parte e i suoi bisogni non devono restare mai inascoltati, primo fra tutti il bisogno d’amore. Se un piccolo piange perchè vuole stare in braccio la medre e il padre hanno il dovere di assecondare questo suo bisogno d’amore, non meno importante del nutrirlo o del cambiarlo.

I bambini nascono felici al 100% e i loro pianti sono sempre l’espressione di un bisogno al quale un genitore è chimato sempre a risponde.

L’educazione alla paternità è quella che deve aiutare ogni padre a trasformare il desiderio in intenzione, l’impulso immediato in costruzione, giorno dopo giorno, dell’essere un papà sempre migliore.

Di futuri papà (e mamme) abbiamo parlato ieri, con loro, con i loro dubbi e le aspettative, della loro gioia futura che sarà la più grande: il diventare genitori.


Per “Gli incontri di Chicco” Incontro A cura della Dott.ssa Katia Biundo  in Collaborazione con Polispecialistica Lariana

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