Differenze di apprendimento: la gestione dell’eterogeneità in classe. L’approccio della didattica aperta

“L’apprendimento non è mai un percorso solitario ma è profondamente influenzato dalle relazioni, dagli stimoli e dai contesti tra pari”

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L’insegnamento è ancora oggi organizzato prevalentemente nella forma della lezione frontale, fondata su due concezioni dell’apprendimento ormai smentite dalla ricerca: quella che possa essere trasmesso e quella che avvenga in modo sostanzialmente omogeneo in tutti gli alunni/e della stessa età.

Il compito di ogni insegnante è quello di pensare a contesti nei quali tutti possono apprendere in modo diverso. E’ necessario, in tele ottica, pensare ad una differenziazione didattica a priori.

Uno degli approcci che risponde a questo bisogno è quello della DIDATTICA APERTA: aperta alle iniziative e alle scelte degli alunni, che affida all’insegnante il ruolo di osservatore e accompagnatore, piuttosto che di guida; rappresenta un’importante alternativa e innovazione.

Questa si fonda sulla libera scelta dell’alunno/a e mette al centro due aspetti fondamentali dell’apprendimento: autonomia e autodeterminazione. Al fine dell’applicazione di una didattica aperta è quindi necessario lavorare a priopri sull’autonomia di lavoro di ciascun allievo e sulle sue capacità ad autodeterminarsi, cioè su quella capacità di prendere decisioni che lo riguardano in prima persona. Autonomia e autodeterminazione vengono esercitate nell’organizzazione del lavoro, nelle metodologie, negli obiettivi, nelle relazioni e nelle regole.

La didattica aperta permette infatti di attivare percorsi di apprendimento in chiave costruttivista e fortemente individualizzati e personalizzati. Questo rappresenta un passo decisivo per una didattica inclusiva che voglia garantire un’equa differenziazione per tutti gli alunni e, contemporaneamente, la piena partecipazione di ciascuno al gruppo.

TRE PROPROSTE DI DIDATTICA APERTA

L’APPRENDIMENTO A STAZIONI

media.giuntiscuola.itE’ il docente a scegliere la tematica. Costruirà per questa diverse attività che verranno posizionate in postazioni diverse.

Gli allievi iniziaranno da una postazione e proseguiranno con la successiva al suono di una campanella.

Le stazioni possono essere a scela libera o vi possono essere stazioni obbligatorie disposte dal docente.

L’autonomia di lavoro richiesta è elevata ma vi è poca autodeterminazione.

Questa metodologia richiede al docente una grande quantità di lavoro nella preparazione. L’alternativa poterebbe essere quella di far si che siano gli allievi stessi a preparare i materiali per le postazioni ma, anche in questo caso, è un lavoro che richiede un grande investimento in termini di tempo.

AGENDA SETTIMANALE

aula-d-200x200Il docente predispone delle attività che l’allievo deve svolgere nell’arco della settimana. Compito ulteriore del docente è quello di prevedere gli spazi e i tempi nei quali questo lavoro deve essere svolto.

Anche in questo caso è possibile fissare delle attività obbligatorie e altre facoltative.

Fondamentale è anche l’impostazione dell’attività che dovrà prevedere tre momenti:

  • un incontro iniziale
  • un tempo per il lavoro in autonomia
  • un incontro di fine.

LAVORO LIBERO

MG_9942_Fotor-2Il lavoro libero consiste in un progetto individuale che l’allievo può portare avanti in modo autonomo.

Compito del docente sarà quello di prevedere tampi e spazi e di fornire il materiale necessario allo svolgimento dell’attività.

All’allievo verrà fornita anche una scheda di pianificazione dell’attività nella quale progetterà tempi, materiali necessari, svolgimento ecc…

L’insegnante fungerà da supporto metacognitivo.

In questo tipo di attività autonomia e autodeterminazione restano al centro.

 

Concludendo possiamo dire, in termini generali, che la didattica aperta è una didattica aperta alle iniziative e alle scelte degli alunni e che affida all’insegnante il ruolo di osservatore e accompagnatore, piuttosto che di guida.

Questa metodologia rappresenta un’importante alternativa e innovazione, permettendo di attivare percorsi di apprendimento in chiave costruttivista e fortemente individualizzati e personalizzati. Questo rappresenta un passo decisivo per una didattica inclusiva che voglia garantire un’equa differenziazione per tutti gli alunni e, contemporaneamente, la piena partecipazione di ciascuno al gruppo.

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