Una lettera a tutte le donne

Cara donna … amati

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Non dimenticare mai che tutte, quando si siedono, hanno i rotolini sulla pancia.

Se qualcuno ti dice che sei bella credici. Credici e basta, senza dubbi o paranoie. Ma prima di tutti credici tu. Sempre. Questo non significa che dovrai amare ogni parte del tuo corpo.

Ricorda di andare fiera delle tue smagliature da gravidanza perché là, da qualche parte, ci sarà una donna che spera di averle.

Non cercare un uomo che ti salvi, puoi salvarti da sola ma trova un uomo per il quale tu sia una priorità, quel qualcuno che viene prima di ogni altro. Non accettare mai di essere un’opzione.

Abbi fiducia in te stessa, prova a guardarti con gli occhi di chi ti ama e amati.

 

A una nonna un po’ più speciale

“Tutte le nonne sono speciali ma tu lo sei un po’ di più”

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Avrei potuto dirtelo in un giorno qualunque perchè se siamo insieme per noi è sempre un giorno di festa. Però te lo voglio dire oggi nonna speciale perchè forse qualcuno, leggendo queste parole, penserà come me di avere un nonno o una nonna speciale, proprio come te e che non serve aspettare un giorno stabilito per dire un semplice ti voglio bene, regalare un sorriso o un abbraccio.

Ciao nonna speciale,

volevo solo dirti che mi sono accorta che in tante cose siamo simili.

Ho una passione per i pentolini, tu avevi tantissimi piccoli pentolini e là in quella casa nel bosco alle finestre c’erano le tendine. La tua casa era bella tanto quella di una fiaba.

Cucinare era il mio gioco preferito. Cucinavo proprio come facevi tu che, con le mani sporche di farina, mi chiamavi Nini. Solo tu mi chiami così.

Un giorno qualcosa ti ha cambiato e sembrava averci portato via questo mondo quasi incantato. Ma là, dove nessuno riusciva più a vederti, io ti ho ritrovato. Sembra una forzatura essere tristi perchè tu, con la tua storia, hai riempito anche il futuro.

Tu, con la tua personalità unica, la tua allegria, il tuo essere quello che sei, non perfetta ma mai alla ricerca di compromessi. Tu sei quella che sa dire al mondo “io sono così, e questo è quanto”. Spero di imparare un giorno ad essere proprio così, come sei tu.

Però anch’io sono un po’ matta, proprio come te, e oggi ti dico grazie nonna speciale. Grazie per il tuo esserci,  sempre e comunque, in tutti quei modi che solo noi possiamo conoscere e riconoscere. Grazie a Te Nonna speciale che rendi ogni giorno più pieno di gioia, oltre ogni ostacolo, oltre la malattia. Io e Te, ora, sempre e per sempre.

Il tempo della famiglia: la costruzione di un tempo prezioso

“Vivere un tempo, il nostro tempo, significa imparare. Il mondo che ci circonda è il libro più bello, il motore di ricerca più completo”

interpretazione-disegni-bambiniIl tempo è un bene prezioso, che spesso sfugge di mano. I genitori vivono non di rado soffocati dai numerosi impegni quotidiani, accompagnati da sentimenti di colpa nei confronti dei loro piccoli ai quali sentono di non riuscire a dedicare tempo a sufficienza.

Oggi, grandi e piccini, sono travolti dalle tendenze a trascorrere ore ed ore davanti a schermi di computer, cellulari o TV. Si ritrovano a rincorrere un tempo fantasma, strappato dai mille impegni.

Ogni genitore è consapevole dell’importanza di trascorrere del tempo insieme ai propri bambini, sia dal punto di vista affettivo che educativo ma trovare tale tempo è percepito da molti genitori come un problema. Alla luce di questo è opportuno porre una riflessione e trovare alcuni spunti sui quali riflettere al fine della costruzione di un tempo per la famiglia: la costruzione di un tempo prezioso.

Prima di qualsiasi linea guida è fondamentale che il genitore sia consapevole del fatto che avere poco tempo da dedicare ai propri figli non significa amarli di meno. Ciò che è indispensabile è rendere anche i più piccoli momenti ricchi e favorevoli, da ogni punto di vista. Oggi il bisogno più palesato di adulti e bambini è quello di vivere il mondo semplicemente, di vivere dei niente meravigliosamente significativi.

Come adulti è richiesto di creare momenti speciali, sprofondare in un manto erboso dopo un pic nic, magari con un libro sopra la testa che ripara dal sole, o rincorrere una palla, uscire al mattino e respirare per un attimo, la fresca brezza e concedersi un semplice ciao, fuori dalla scuola, un sorriso ed un bacio, come augurio di una buona giornata. E’ opportuno poi che la famiglia pianifichi ed organizzi momenti da trascorrere insieme, in particolare nei fine settimana. Prendersi una pausa e dedicarsi interamente ai propri bambini può essere risolutivo. Per l’adulto significa staccare dal lavoro e questo per i piccoli sarà un dono prezioso. Se i figli sono più di uno sarà necessario trovare anche un tempo da dedicare singolarmente ad ognuno, un tempo per ascoltare, confidenze e segreti, per una coccola in più. Ogni bambino sarà così entusiasta e si sentirà speciale nel ricevere un tempo tutto dedicato a lui.

Anche i piccoli trucchetti, apparentemente semplici ed irrisori, possono trasformarsi in preziosi momenti da trascorrere insieme, con valenza varia, che permettono da un lato al genitore di svolgere i compiti richiestogli dalla casa e dall’altro di trascorrere del tempo con il figlio. Pensiamo semplicemente alla preparazione della cena. Spesso quando i genitori preparano la cena i bambini si ritrovano soli davanti alla TV. Essi saranno entusiasti di essere coinvolti, la passione per la cucina in alcuni bambini è naturale e mostrano curiosità nello scoprire ed assaggiare gli ingredienti. Cucinare insieme, apparecchiare la tavola, in un’ottica di collaborazione, può trasformarsi in un momento davvero speciale.

Ognuno di noi dovrebbe concedersi attimi e come genitori abbiamo il compito di costruire per i nostri bambini occasioni in cui il sole sia il carica batterie. Attimi semplici ma vissuti in modo autentico, la colazione del mattino che sia un rito, una predisposizione al sorriso per l’intera giornata, registrare immagini come fossero fotogrammi, e raccontarle, condividerle.

La favola della buona notte. Le favole sviluppano la fantasia, evocano paure ed emozioni, aiutano a risolvere i problemi e li prevengono. Le favole regalano momenti magici e la magia non può non essere presente nella vita di un bambino. La favola è la voce, il racconto, il sogno, la magia, è l’attesa di un mondo fantastico. Le favole accompagnano nei sogni e sono l’occasione per trascorrere un momento speciale con i propri bambini. Il momento della favola della buonanotte diverrà il più amato dai vostri bambini. Vivere un tempo, il nostro tempo, significa imparare.

Il mondo che ci circonda è il libro più bello, il motore di ricerca più completo.

Compito dei genitori è trovare un tempo per accompagnare i piccoli in questo importante compito di scoperta. L’uomo impara facendo e ciò vale in particolare per il bambino: pensate sia possibile imparare a giocare a tennis leggendo un libro, guardando gli altri o sentendo qualcuno che ne parla? E’ sufficiente fermarsi un istante, alzare, per un attimo, gli occhi dalle routine, guardare il cielo azzurro o regalare un sorriso e imparare a sfruttare quei momenti semplici, quei luoghi famigliari e farli rivivere in modo speciale, con fantasia e leggerezza, aggiungere curiosità ai propri punti di riferimento, cambiare idea, trovare nuove certezze, essere soddisfatti dei tentativi, del cammino, più che della meta.

Nascere piccoli piccoli, ovvero nascere prematuri. “Gocciadopogoccia” si va lontano.

“Non si presta facilmente ad una indagine statistica la voglia di vivere o il nascere bene”. M. Odent 

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Nel mondo un bambino su dieci nasce prematuro.

Qualche mese fa ho incontrato la storia di Sofia Amélie e la sua mamma, Valentina. Prima di allora non mi ero mai soffermata a pensare a tutti quei piccoli che nascono prematuramente, a quanto la vita di alcuni bambini nasca in salita.

Come la storia si Sofia Amélie, che porto nel cuore, sono molte le storie di bambini nati prematuri che si possono raccontare.

A causa dell’immaturità dei vari organi ed apparati, il neonato prematuro, può presentare numerosi problemi: difficoltà a mantenere un’adeguata temperatura corporea, difficoltà respiratoria, legata all’immaturità polmonare, difficoltà nell’alimentazione, rischio di infezioni. E ancora retinopatie, anemia, ittero, rischio di emorragie cerebrali.

Grazie ai progressi dell’assistenza neonatale, alle T.I.N., Terapia Intensiva Neonatale, molti piccoli nati prematuri vengono accompagnati gradulamente nel loro cammino verso la maturazione.

Questi piccoli sono comunque molto fragili e vulnerabili e richiedono numerose e particolari cure ed attenzioni.

Sono i genitori all’interno della T.I.N. ad avere un ruolo fondamentale: la loro voce, che canta una ninna nanna o che parla loro, è un aiuto prezioso, come lo è la cosiddetta canguro-terapia. Una pratica semplice che consiste nel mettere il piccolo nudo sul petto di mamma o papà, a diretto contatto con la propria pelle. Numerosi sono gli studi che hanno dimostrato che questo abbraccio speciale è un grande beneficio per i piccoli.

Vivere la T.I.N. e l’esperienza della nascita prematura di un figlio è qualcosa che mette a dura prova anche i genitori, che devono trovare qui un necessario supporto, imprescindibile per affrontare la situazione imminente ma anche ciò che spetterà loro una volta usciti dall’ospedale con i loro piccoli.

E’ pensando a questi bisogni, di ascolto, vicinanza, amore, che nasce l’Associazione Genitori “Gocciadopogoccia”, operante principalmente in collaborazione con l’Ospedale Valeduce di Como.

Valentina Bianchi, è una mamma speciale che ha dato vita all’Associazione, cercando un significato profondo nella storia della sua piccola Sofia Amélie. L’Associazione, di cui oggi Valentina è Presidentessa, nasce con il sostegno del neonatologo che si è occupato sin dalla nascita del suo piccolo angelo.

L’intento dell’associazione è quello di accompagnare le mamme e i papà che vivono la T.I.N., Terapia Intensiva Neonatale, fornendo un supporto non solo morale ma pratico da parte di altre donne-coraggio che hanno, in momenti diversi, ognuna con la sua storia, affrontato lo stesso percorso. L’associazione intende inoltre combattere perché in tutti i reparti di Terapia Intensiva Neonatale si possa stare accanto al proprio figlio anche negli ultimi momenti e dopo la morte. Ma l’associazione vuole anche supportare quelle famiglie i cui bambini escono dalla T.I.N. e tornano a casa, con tutte le innumerevoli difficoltà che ci si trova a dover affrontare per combattere la quotidianità di un bambino nato prematuro.

Al fine di sostenere l’Associazione e i suoi diversi progetti vengono organizzati diversi eventi, l’ultimo in ordine di tempo è “La letterina a Babbo Natale”. E’ possibile restare aggiornati su tutte le iniziative dell’Associazione e seguire i suoi traguardi tramite il gruppo facebook Gocciadopogoccia.

“I Figli” di Gibran Kahlil

“I figli sono i figli della Vita. Tu puoi sforzarti di essere come loro, ma non sforzarli ad essere come te. La vita non si ripete e non si attarda all’ieri”.

Gibran Kahil, pittore, poeta e filosofo libanese.

Il Profeta è un volume di saggi poetici pubblicato nel 1923, popolarissimo nella controcultura americana e nei movimenti New Age di quegli anni è tuttora celebre.

“I Figli” è una poesi contenuta all’interno dell’opera strutturata, a sua volta, in domande e risposte: per ogni argomento, un personaggio fa una domanda al Profeta, il quale risponde per metafore e analogie con un testo di tipo poetico.

Una poesia da leggere con un respiro profondo ad ogni riga, che lasci il tempo di un pensiero altrettanto profondo.

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“I FIGLI”

I figli non sono figli tuoi,

sono i figli e i fratelli della Vita

che appartiene a se stessa.

Essi vengono attraverso di te ma non con te,

e benchè siano con te non ti appartengono.

Tu puoi trasmettere loro il tuo amore

ma non i tuoi progetti,

perchè essi hanno i loro progetti.

Tu puoi ospitare i loro corpi,

ma non sequestrare il loro spirito,

perchè i loro spiriti abitano nella casa del domani,

che tu non puoi visitare, neanche nei tuoi sogni.

Tu puoi sforzarti di essere come loro,

ma non sforzarli ad essere come te,

poichè la vita non si ripete e non si attarda all’ieri.

Tu sei l’arco dal quale i tuoi figli come frecce viventi sono lanciati lontano.

L’arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito e lui si tende con la sua presenza,

così che le Sue frecce corrano lontane e veloci,

in gioia rimani teso nelle mani dell’Arciere:

Lui ama le frecce che volano,

ma ama anche l’arco che rimane fermo.

A tutte le donne

“Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell’arcobaleno”. Denis Diderot

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Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutte le donne:

Abbandonatevi, mangiate le cose più buone, baciate chi amate, abbracciate, innamoratevi. E ancora, rilassatevi, viaggiate, saltate e andate a dormire tardi, alzatevi presto, correte, volate, cantate e fatevi belle. Mettetevi comode, ammirate i paesaggi e lasciatevi spettinare dalla vita.

Il peggio che potrà succedervi è che, sorridendo di fronte allo specchio, dovrete pettinarvi di nuovo.


da “Il Cappellaio Matto”

“Il mio amore fragile. Storia di Francesco”

“Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. si parte prima. a volte molto prima”.

“Il mio amore fragile. Storia di Francesco” è un libro speciale. Scritto a più mani, una filosofica, l’altra teatrale ed una materna, quella di Catia Cariboni. Un diario materno il suo, la storia di un amore fragile, quello per Francesco, il bambino di cristallo.

copHo avuto il piacere di incontrare ed ascoltare Catia qualche mese e la sua storia, quella del piccolo Francesco e quella di Gabriele, la voce paterna, è una storia che tocca il cuore. Un testo sul significato del venire al mondo e dell’essere genitori. Non si intende qui esprimere giudizi in merito alle scelte espresse ma semplicemente far conoscere la storia di qualcuno, Francesco, di una madre, Catia, di un padre, Gabriele e di una famiglia. Un’occasione per riflettere.

“La storia del piccolo Francesco può parlare veramente a tutti: a chi è genitore e a chi è figlio, a quanti praticano l’arte medica e a coloro che vogliono trovare un tempo per pensare a quell’evento così semplice e spontaneo, eppure così carico di significati e di valori che è il venire al mondo”.

Catia, durante un’ecografia di routine, scopre che il suo piccolo Francesco è affetto da una patologia rarissima, l’osteogenesi imperfetta, una fragilità ossea che procurava a Francesco numerose fratture delle ossa, anche allo stadio fetale. Le possibilità che i medici danno alla sopravvivenza di Francesco sono scarse e parlano di lui a genitori come un “nano da circo”.

Catia e Gabriele dicono No, e quello è il loro Si a Francesco.

Esami più approfonditi confermano la diagnosi e i medici spiegarono ai futuri genitori che il piccolo Francesco avrebbe avuto anche un grave deficit mentale.

Secondo i medici la vita di Francesco non sarebbe stata degna di essere vissuta, Francesco sarebbe stato “condannato alla vita” ma “un’altra via non sarebbe stata percorribile per noi”.

Francesco nasce il 30 giugno, durante un temporale estivo, il suo primo vestitino, cucito apposta per lui era pronto.

“Francesco voleva nascere. A un tratto ecco finalmente un Francesco: lavato ed avvolto in un lenzuolo. Questi i primi attimi della vita postnatale di Francesco”.

Il compito a cui sono chiamati ora Catia e Gabriele è quello di essere genitori. Lo sconforto di vedere le fratture di Francesco, il pensiero del suo dolore, le difficoltà nel prenderlo in braccio, fargli il bagnetto, coccolarlo; fare con lui e per lui le cose più semplici.

Una storia di amore puro, quello di due genitori per il proprio figlio, l’affronto di una malattia rara, di un superamento di giudizi superficiali. Scelte difficili ed emozioni indimenticabili.

Una storia per riflettere. Una storia da condividere o criticare. Una storia che, nonostante i giudizi ed i pregiudizi, regala un’emozione profonda.


Catia Cariboni, Gaetano Oliva, Adriano Pessina, Il mio amore fragile. Storia di Francesco, XY.IT Editore, 2011