Una lettera a tutte le donne

Cara donna … amati

rsz_curvy

Non dimenticare mai che tutte, quando si siedono, hanno i rotolini sulla pancia.

Se qualcuno ti dice che sei bella credici. Credici e basta, senza dubbi o paranoie. Ma prima di tutti credici tu. Sempre. Questo non significa che dovrai amare ogni parte del tuo corpo.

Ricorda di andare fiera delle tue smagliature da gravidanza perché là, da qualche parte, ci sarà una donna che spera di averle.

Non cercare un uomo che ti salvi, puoi salvarti da sola ma trova un uomo per il quale tu sia una priorità, quel qualcuno che viene prima di ogni altro. Non accettare mai di essere un’opzione.

Abbi fiducia in te stessa, prova a guardarti con gli occhi di chi ti ama e amati.

 

Abbattere le barriere: pattinare in sedia a rotelle

La disabilità non è una coraggiosa lotta  o il coraggio di affrontare le avversità. La disabilità è un’arte. È un modo ingegnoso di vivere.

dc74f3ad04

La sensazione di scivolare sul ghiaccio, al pattinaggio di Lugano Resega è possibile anche per le persone che si muovono grazie all’aiuto di una sedia a rotelle. Il pattinaggio su ghiaccio ora non è più una barriera.

La Pista di ghiaccio Resega offre la possibilità di provare il pattinaggio su ghiaccio anche a persone con disabilità motoria grazie a dei pattini speciali. Più precisamente si tratta di una piattaforma rettangolare in cui è possibile adagiare praticamente ogni tipo di sedia a rotelle. Per muoversi sul ghiaccio sono poi state inserite delle lame che permettono a questa piattaforma di aderire perfettamente al suolo ghiacciato. Un’invenzione davvero geniale che permette alle persone con disabilità motoria di divertirsi sul ghiaccio.

L’iniziativa è nata in collaborazione con la Fondazione Cerebral e il Dicastero Sport Città di Lugano nell’ambito del progetto “Pattinare sul ghiaccio per le persone su sedia a rotelle”. Si vuole proporre questo interessante progetto anche a livello Nazionale, con la speranza che sempre più piste di pattinaggio possano trasformarsi in luoghi accessibili a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

“Bruchi e farfalle”

“Bisogna allenare l’occhio a non vedere il bruco ma la farfalla che verrà”.

farfalla-2

“Le farfalle non si allevano.

Se si vuole vederle volare in giardino bisogna piantare fiori, creare cioè le condizioni favorevoli.

Non si può integrare una persona disabile in modo diretto, magari con un atto amministrativo: bisogna crerare le condizioni affichè il disabile, i suoi compagni, il controllere del bus, la commessa del negozio si sentano parte di una stessa solidarietà.

Piantate fiori, aspettate le farfalle e poi godete dei loro movimenti e della loro libertà.

Sulle nostre scrivanie compaiono bruchi, mai farfalle.

Bisogna allenare l’occhio a non vedere il bruco ma la farfalla che verrà.

Ogni tanto la diagnosi, l’osservazione, la misurazione limita al bruco e impedisce di vedere la farfalla. Il bambino capisce se lo vedi come bruco o come farfalla e si comporta di conseguenza. 

Formare un educatore vuol dire allenarlo a veder farfalle”.

di Mauro Martinoni

L’amore ferito

11659217_416380118553548_953989612111170027_nParlare d’amore è complesso, è qualcosa di cosi intimo e profondo, qualcosa che non conosce vera definizione. L’amore si prova, non si dice. Le parole non possono dire l’amore, come non possono dire il dolore. Due antipodi che possono correre l’uno cosi vicino all’alto.

Ad una prima riflessione a nessuno verrebbe in mente di parlare d’amore se si parla di violenza. Ma in uno stupro c’è un amore profondo che in un secondo, come un vaso di cristallo che colpito cade a terra, si frantuma in mille pezzi. Il rumore è assordante, cupo, pungente, come le schegge di quel cristallo. E’ l’amore per se stessi, l’amore per la vita e per tutto ciò che in essa è contenuto. Quell’amore improvvisamente diviene profondo senso di colpa e inadeguatezza.

Le ferite che si curano in pronto soccorso sembrano non esistere. E’ l’anima ad essere ferita. Il dolore è provocato da qualcosa di invisibile. Senza luogo e senza tempo.

Intorno a questo dolore il mondo continua a girare e con lui addosso si deve uscire di casa ancora, prendere l’autobus, andare a scuola o al lavoro. Superare quel senso di ingiustificata vergogna che si prova.
Passano i giorni, le settimane, i mesi e gli anni e le ferite divengono cicatrici. E’ intorno a queste profonde e invisibili cicatrici che, non torna la normalità, ma se ne costruisce una nuova. Niente sarà più come prima di quella notte, di quella mattina o pomeriggio, d’estate o d’inverno. Niente sarà più come prima di quel momento. Ma questa stessa vita che ferisce, distrugge, è quella che ama e ri-costruisce.

Scrivo questo post oggi, senza riferimento alcuno, senza storia alcuna perché,  purtroppo, gli amori feriti sono tanti, troppi. Troppi ancora sono i silenzi ma troppe sono anche le voci inopportune che spesso si alzano.
Queste righe sono un semplice pensiero, un attimo dedicato a questi amori feriti, a queste donne, grandi donne che tornano ad amare, prima di tutto loro stesse, donne che alzano la teste e tornano a guardarsi allo specchio.

Davanti a fenomeni tali non si può tacere e non lo si deve fare ma troppo spesso nei racconti dei fatti ci si dimentica che dietro a quella storia c’è prima di tutto una persona con una ferita profonda, un chi che dovrà ri-costruirsi e per farlo dovrà usare tutta la forza possibile, anche quella che essa stessa non avrebbe mai pensato di avere.

Le vittime sono spesso presentate come donne deboli. Pochi ancora dedicano righe che raccontano il coraggio di donne che gridano e si rialzano.  Donne che hanno il coraggio di tornare a vedersi le bellissime donne che sono, non deboli, non vittime ma donne del coraggio, della voglia di vivere, che nulla è riuscito a portare via e che ri-credono che il domani e dopo sono più importanti ancora.

E’ anche questo che si dovrebbe  raccontare, non i particolari di lividi e botte, tutti sappiamo cosa significa violenza. Ciò che si dovrebbe mostrare sono donne che vengono ascoltate, aiutate e che, grazie a questo, si rialzano ed escono di casa a testa altra. Quello che si deve mostrare è il sostegno che fa la differenza. Ciò che si dove mostrare sono Donne che si riappropriano del loro corpo, donne che così, gridano in silenzio ad altre donne che la forza per dire no e ricominciare esiste!


Immagine www.zeldawasawriter.com/