“Un minuto” di Somin Ahn

“Il tempo è un modo per fare ordine ma la vita è più fantasiosa” “Un minuto”, di Somin Ahn è un libro che ho trovato per caso, tra gli scaffali disordinati di una piccola libreria del centro. E’ bastato un minuto per capire che quel libro meritava di essere portato a casa e sfogliato pagina perContinua a leggere ““Un minuto” di Somin Ahn”

“Sono io nato per educare?”: sull’ultimo episodio di maltrattamenti a scuola

“Perchè è proprio così: lo strumento del chirurgo è la mano quello dell’educatore è il cuore” Questa mattina mi sono svegliata con una di quelle notizie che non vorrei mai leggere. Una di quelle storie che non vorrei mai condividere, ma sono storie che incontrano ancora troppo silenzio e troppa superficialità per non essere raccontate.Continua a leggere ““Sono io nato per educare?”: sull’ultimo episodio di maltrattamenti a scuola”

Educare nel bosco: quando l’educazione incontra la natura

“In questo piccolo pezzo di mondo non è vietato sporcarsi, non è vietato salire sugli alberi, non è vietato urlare di gioia o saltare nelle pozzanghere, non è vietato ridere a crepapelle” Nel bosco i bambini si muovono tra gli alberi, inventano dal nulla, giocano con i materiali naturali, imparano l’uno dall’altro in un ambienteContinua a leggere “Educare nel bosco: quando l’educazione incontra la natura”

Il parco cinque sensi: un’esperienza a piedi scalzi

“Non è folle chi cammina a piedi nudi. É folle chi non lo fa” Il mondo in cui viviamo, questo nostro mondo digitale, fatto di sterile plastica è lontano da quell’educazione alla sensorialità così importante per lo sviluppo del bambino. I sensi, che sono alla base della percezione umana del mondo circostante, vengono oggi datiContinua a leggere “Il parco cinque sensi: un’esperienza a piedi scalzi”

“Bruchi e farfalle”

“Bisogna allenare l’occhio a non vedere il bruco ma la farfalla che verrà”. “Le farfalle non si allevano. Se si vuole vederle volare in giardino bisogna piantare fiori, creare cioè le condizioni favorevoli. Non si può integrare una persona disabile in modo diretto, magari con un atto amministrativo: bisogna crerare le condizioni affichè il disabile,Continua a leggere ““Bruchi e farfalle””

I nonni lasciano le loro tracce nell’anima dei nipoti

“Capelli bianchi, occhi che brillano al sole, il calore di mani segnate dal tempo che donano amore” I nonni sono persone uniche, intime ed indimenticabili. Simbolo di un’unione generazionale, donano sguardi di complicità, concedono quei momenti di gioco permissivo e comprensivo, in nome di quell’amore smisurato. Un nonno è colui che sa piantare radici nelContinua a leggere “I nonni lasciano le loro tracce nell’anima dei nipoti”

Un “ti voglio bene” non è mai di troppo

Quando siamo stati bambini, quasi tutti abbiamo svolto un tema intitolato “Il giorno più felice della mia vita”. Nei collegi religiosi il successo era assicurato se raccontavi la tua prima comunione. Altri preferivano ricordare il regalo più grande e più costoso che avavano ricevuto per Natale, il viaggio in un paese lontano, la visita alContinua a leggere “Un “ti voglio bene” non è mai di troppo”

“9 mesi per fare un bambino, 9 mesi per fare un papà”: per un’educazione alla paternità

“Ogni uomo può essere padre ma bisogna essere un po’ speciali per essere dei papà” (A te ) Molte madri iniziano a sentirsi tali nel momento in cui scoprono che dentro di loro sta crescendo una vita, per i padri è molto diverso: essi sentono la paternità solo nell’istante in cui possono stringere il loroContinua a leggere ““9 mesi per fare un bambino, 9 mesi per fare un papà”: per un’educazione alla paternità”

Mamma rallenta! Il tempo della cura

“…non resterò piccolo a lungo” “Rallenta mamma, ora non serve pulire. Rallennta mamma, fatti una tazza di tea. Rallenta mamma, vieni a trascorrere del tempo con me. Rallenta mamma, mettiti gli stivali per uscire, la giacca di pile per una passeggiata e sorridi, chiacchera. Rallenta mamma, sei sempre molto nervosa, fammi sedere sulle tue ginocchiaContinua a leggere “Mamma rallenta! Il tempo della cura”

Quando la pedagogia incontra lo sport

“Cari genitori se siete venuti per vedermi giocare ricordatevi che l’allenatore ha il compito di allenare, l’arbitro di arbitrare e io di giocare. Divertitevi anche voi! Il vostro compito è quello di incitare la mia squadra, non pensate ai consigli tecnici, non urlate, mi mettete in confusione. Non insultare l’arbitro e gli avversari, sono ragazziContinua a leggere “Quando la pedagogia incontra lo sport”